Ultimamente si sente spesso inneggiare alla tecnica di microblading come trattamento di trucco permanente naturale e innovativo, mentre viene bandito l’uso dei dispositivi da tatuaggio.

Allora guardiamo nello specifico qual è la differenza dei due lavori e quali sono i vantaggi e gli svantaggi.

La parola “trucco permanente o dermopigmentazione” racchiude tutti e due questi trattamenti.

Si tratta di un tatuaggio visagistico che viene effettuato in uno strato specifico del derma, molto superficiale, tra il derma e l’epidermide, comunemente chiamato congiunzione dermo-epidermica o in inglese dermal-layer.

Che sia effettuato manualmente o elettromeccanicamente la profondità rimane la stessa e gli inchiostri che vengono usati anche.

Allora la differenza sta nella tecnica? Con il microblading si posso ricreare i peli e con il dermografo no?

No! Anche in questo caso con entrambi gli strumenti si possono  ricreare peli bidimensionali naturalissimi.

La durata nel tempo nella pelle?

Neanche. La pelle è l’organo più esteso che abbiamo nel corpo, e reagisce a più stimoli, sia esterni che interni, e la durata deriva esattamente da come trattiamo il corpo e la pelle, dalle sue caratteristiche intrinseche e dalle conseguenze estrinseche.

Forse il microblading fa’ peli più sottili e il dermografo più grossi pertanto meno naturali?

No. Con l’evoluzione rapidissima della tecnologia e quindi degli strumenti tatuatori, abbiamo a disposizioni aghi sottilissimi che possono tranquillamente competere con aghi manuali da microblading.

Ma allora DOVE STA LA DIFFERENZA reale?

La vera differenza è solamente fisiologica e dettata dalle regole del MARKETING!

Mi spiego meglio

trattamento eseguito con microblading

Il microblading

Il microblading (micro=piccola – blading=lama) è uno strumento manuale montato su un tool (manipolo) simile ad un cutter, sgorbia, che ha sulla punta un insieme di aghi assemblati in linea e a binario, con una tipica forma ad U o SLOPE.

Muovendo gli aghi manualmente nella pelle creiamo un piccolo taglio superficiale e trasportiamo poco colore all’ interno. Ne conseguono maschere di colore in modo che l’inchiostro per gravità possa essere “catturato” dal corpo e venga trattenuto più a lungo.

Quel piccolo taglio subirà un processo di  cicatrizzazione un pochino più lento e sarà sempre più invasivo. Il risultato, visto il poco colore trasportato sotto cute, sarà naturalissimo da subito.

Il dermografo

Il dermografo invece è la penna elettromeccanica comandata da una consolle e/o direttamente da un alimentatore, che monta una cartuccia monouso con all’interno uno o più aghi e si muove come una macchina da cucire. Il modo di creare una linea con è costituito dall’ insieme di più puntini e la cicatrizzazione sarà meno invasiva. Il dispositivo effettuerà molte battute al secondo trasportando più colore del microblading, pertanto il risultato finale sarà temporaneamente più impattante ma naturale a guarigione avvenuta.

L’eccessivo sdoganamento del termine MICROBLADING di fatto è avvenuto per mezzo di una buona comunicazione di marketing, divulgata da una grossa azienda che ne ha captato il business anni fa.

Il microblading è la tecnica più antica usata nell’arte tatuatoria, risale al 500 a.c. e pertanto non ha niente di  innovativo! 🙂

Gli accessori usati hanno un costo inferiore a quelli usati con il dermografo e non sussiste l’investimento iniziale dell’acquisto dell’attrezzatura che in alcuni casi potrebbe essere impegnativo.

Ecco svelato l’arcano: Investimento iniziale minimo, maggior risultato economico per l’operatore.

Per l’operatore, non per il cliente 😉

trattamento eseguito con dermografo

Un operatore professionista dovrebbe saper effettuare tutt’e due le tecniche per poter spiegare e consigliare  il trattamento più adeguato al cliente.

In caso contrario sapete già che l’operatore “monotecnica” sconsiglierà a prescindere la tecnica che non esegue.

Tutt’e due le tecniche potrebbero avere pro e contro, la professionalità di chi lo esegue è un ottimo punto di partenza, l’importante è non basarsi esclusivamente sulla “social popularity”, che al momento la fa da padrone, ma non sempre è l’ago della bilancia che fa pendere il risultato sul positivo.

In ogni caso, dopo un TOT di sedute di microblading, io consiglio il passaggio al dermografo per non creare esiti cicatriziali evidenti e mantenere la cute sana.

Decidete quale tecnica vi piace, fatela vedere all’operatore e fidatevi del suo consiglio. Se lo avete scelto con criterio, il risultato sarà stupefacente per voi e per lui.

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